| Risultati della votazione |
SI | NO | ||||||||||
| Decreto federale relativo all'aggiornamento della Costituzione federale |
969 385 59.2% |
669 179 40.8% |
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| Aventi diritti al voto Participazione |
4 641 575 35.3% |
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Dal 1874, la Costituzione federale non era più stata oggetto di una revisione totale. La votazione del 18 aprile rivestiva quindi un carattere storico.
Dibattuto a lungo nelle Camere, il progetto d'aggiornamento della Costituzione federale era stato finalmente approvato a grande maggioranza dal Consiglio nazionale (134 voti contro 14) ed all'unanimità dal Consiglio degli Stati. L'assenza quasi totale dell'opposizione contro questa proposta al Parlamento faceva quindi presagire un risultato abbastanza chiaro a suo favore. Mentre il risultato è abbastanza chiaro a livello del popol (il 59,2 per cento dei cittadini ha votato SI), al contrario è stato molto serrato a livello dei Cantoni (12 Cantoni e 2 Semicantoni hanno votato SI). Ci si può quindi chiedere quale sia la natura delle linee di conflitto soggiacenti a questa votazione popolare. L'inchiesta VOX mostra che esse erano numerose e molto profonde. Su questo piano, questa votazione presenta quindi delle somiglianze con la votazione sull'accordo per lo SEE.
Come si sa, i romandi ed i ticinesi hanno approvato la proposta molto di più degli svizzeri tedeschi. La nostra inchiesta mette inoltre in luce una frattura tra le città e la campagna, che tuttavia si manifesta solo nella Svizzera tedesca. Cosi, sono soprattutto le persone che hanno eletto il loro domicilio in campagna che hanno contribuito all'aliquota d'approvazione più bassa in questa regione.
Malgrado che, nell'insieme, le caratteristiche sociali e demografiche degli intervistati non abbiano quasi per niente influenzato questa votazione, emerge che i votanti più anziani e con modesta formazione (scuola obbligatoria ed apprendistato) contano tra i più ostili a questa proposta. Viceversa, i votanti delle altre classi d'età, gli universitari, quelli che hanno conseguito la maturità e provenienti dalle scuole normali hanno appoggiato fortemente la proposta.
Quanto alle parole d'ordine positive dei partiti del Governo, non tutte hanno avuto lo stesso successo presso i loro elettorato potenziale. Mentre che i simpatizzanti del PDC (77 per cento di SI), del PLR (76 per cento) e, ancora di più, del PSS (91 per cento) hanno approvato in massa l'aggiornamento, i simpatizzanti dell'UDC (17 per cento di SI) l'hanno respinta con una maggioranza schiacciante.
La nostra inchiesta indica anche fino a che punto gli atteggiamenti generali ed i valori dei cittadini si sono rivelati decisivi in occasione di questa votazione. In particolare la nuova Costituzione è stata approvata a grande maggioranza dalle persone che hanno fiducia nel Governo e che sono favorevoli ad una più grande apertura della Svizzera verso la comunità internazionale e ad un'uguaglianza d'opportunità tra svizzeri e stranieri. Al contrario, quelli che preferiscono una Svizzera più chiusa e che non vogliono Puguaglianza tra svizzeri e stranieri vi si sono opposti con veemenza. L'opposizione presentava inoltre una doppia faccia. Da una parte si trattava dei cittadini che manifestavano una certa alienazione politica: più malcontenti degli altri del modo di funzionare della democrazia in Svizzera, non hanno fiducia nel Governo. Dall'altra parte si tratta dei cittadini attaccati ai miti su cui si basa la Svizzera e rivolti al passato: sono molto fieri della loro nazionalità e molto legati alle istituzioni politiche tradizionali (democrazia diretta, neutralità, federalismo e sistema di concordanza).
Se si conosce chi ha approvato o respinto la proposta, si deve ancora sapere il perché. A questo proposito, un breve passaggio in rassegna delle motivazioni mostra che i favorevoli hanno per lo più pronunciato un SI ad una revisione formale generalizzata. Al contrario, sono molto rari i casi di coloro che hanno votato SI a causa della loro soddisfazione in relazione a punti specifici della proposta. Apparentemente hanno percepito la proposta cosi come Phanno presentata il Consiglio federale ed il Parlamento, ossia come un aggiornamento. Molti avversari hanno espresso anche loro un NO generalizzato. Ma tra questi hanno anche prevalso delle contestazioni in relazione ad una certa visione della Svizzera: timori di una perdita dell'indipendenza del Paese e d'una dissoluzione della cittadinanza svizzera.
Nonostante il carattere eccezionale di questa votazione, la partecipazione, che ammonta al 35,3 per cento, è stata relativamente debole. A questo proposito, la nostra inchiesta rivela un legame molto stretto tra la pertinenza della votazione e la partecipazione: una proporzione relativamente poco elevata degli intervistati considerava la proposta come importante per se stessa. E quelli che non si sentivano coinvolti no hanno partecipato alla votazione.
La propaganda dell'opposizione alla nuova Costituzione è riuscita a mettere in moto in modo maggiore i cittadini legati ai valori tradizionali? Apparentemente no. Se è riuscita a convincerli a votare contro la proposta, non è al contrario riuscita a farli partecipare di più del solito.
La presente analisi VOX si basa su un'indagine campionaria basata su interviste a cittadine/cittadini votanti condotte successivamente alla data delle votazioni. La rilevazione dei dati è avvenuta per mezzo di interviste telefoniche con l'ausilio del computer, realizzate nei primi 10 giorni dalla consultazione popolare. La scelta dei soggetti è avvenuta sulla base di un campionamento casuale sistematico nell'ambito delle tre principali aree linguistiche.