Analisi della votazione federale del 30 novembre 2008

Oliver Krömler, Thomas Milic, Bianca Rousselot
 
 
Risultati della votazione
 
SI NO
Iniziativa popolare "Per l'imprescrittibilità dei reati di pornografia infantile"
 
1'206'222
51.9 %
  1'119'152
48.1 %
Iniziativa popolare "Per un'età di pensionamento flessibile"
 
970'490
41.4 %
1'374'107
58.6 %
Iniziativa popolare "Diritto di ricorso delle associazioni: basta con la politica ostruzionista - Più crescita per la Svizzera!" 
774'018
34.0 %
1'501'184
66.0 %
Iniziativa popolare "Per una politica della canapa che sia ragionevole e che protegga efficacemente i giovani"
 
848'470
36.8 %
1'456'336
63.2 %
Modifica della legge federale sugli stupefacenti e sulle sostanze psicotrope
1'541'227
68.0 %
723'741
32.0 %
 
Participazione46..9 %  
 
 
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  Gennaio 2009 · Pubblicazione no 97

 

 

Risultati principali dell’analisi delle votazioni del 30 novembre 2008

Il 30 novembre 2008, il popolo svizzero ha votato su cinque proposte: quattro iniziative ed una legge. Ad eccezione dell’iniziativa sull’imprescrittibilità, tutte le proposte popolari sono state respinte, mentre la modifica della legge sugli stupefacenti è stata approvata.

La „locomotiva“ tra le proposte è stata l’iniziativa sull’AVS. Ad essa è stata attribuita dalle persone interpellate un’importanza personale, ma anche nazionale, superiore alla media. Al contrario, le altre proposte sono state valutate dagli e dalle aventi diritto al voto come meno importanti in confronto al valore medio per gli anni 1993-2003. Un’immagine simile risulta dalla formazione della decisione. La proposta percepita più intensamente dal pubblico, l’iniziativa sull’AVS, ha causato solo poca fatica ai ed alle partecipanti. Il contenuto della proposta era noto, come pure l’atteggiamento dei partiti nei confronti delle richieste dell’iniziativa. A causa del tema materialmente meno complesso, per una chiara maggioranza è stata relativamente facile anche la decisione per l’iniziativa sulla canapa. Per le altre proposte – in particolare per l’iniziativa sul diritto di ricorso delle associazioni e per la modifica della legge sugli stupefacenti – i e le partecipanti sono stati messi a confronto con notevoli difficoltà di decisione.

L’iniziativa sull’imprescrittibilità

La decisione per l’iniziativa sull’imprescrittibilità non è stata preceduta da una campagna sulla votazione degna di nota. Non era quasi da registrare un impegno dei partiti politici per questa proposta ed anche gli articoli dei mass-media sull’iniziativa popolare sono stati limitati. Ciò non ostante, è stata inaspettatamente approvata, come l’iniziativa per l’internamento (2004) avente un tema analogo.

Come non era da attendersi altrimenti a causa del limitato impegno dei partiti politici, le caratteristiche d’identificazione politica hanno avuto un ruolo solo marginale per il comportamento di voto. Molto più importante era il sentimento soggettivo delle persone coinvolte dalla proposta: chi è stato toccato ed impegnato da questo tema di votazione ha anche messo con gran probabilità un SI nell’urna. 

Il test degli argomenti rivela inoltre che i e le votanti SI erano del tutto consapevoli dei difetti che l’opposizione rimproverava all’iniziativa. Una chiara maggioranza di loro si è così dichiarata d’accordo sul fatto che il testo dell’iniziativa evidenziava una formulazione poco chiara, che sarebbe svantaggiosa per la certezza del diritto. Ciò non ostante, questi cittadini e queste cittadine hanno votato SI, perché consideravano l’abuso dei bambini come un reato talmente grave che deve essere fatto tutto il possibile per poter giudicare i colpevoli.

L’iniziativa AVS

Delle caratteristiche sociali, soprattutto due fattori hanno avuto un forte influsso sulla decisione di voto: l’età e l’appartenenza ai gruppi linguistici. Come così spesso per proposte di politica sociale, il „Röstigraben“ si è spalancato anche per l’iniziativa AVS.

Nei Cantoni della Svizzera occidentale la parte di voti SI era sopra il 50 per cento o solo poco sotto, mentre che i Cantoni della Svizzera tedesca hanno chiaramente respinto la proposta. Anche l’età, però, ha avuto un notevole influsso sul risultato della votazione. La parte di SI è aumentata continuamente con l’aumentare dell’età ed ha raggiunta una punta per le persone tra 50 e 59 anni (57%). Dopo, però, diminuisce ed ammonta a solo il 27 per cento per le persone oltre i 70 anni. In altre parole, chi è vicino al pensionamento ha approvato l’iniziativa più chiaramente delle persone per le quali un pensionamento anticipato non è ancora un argomento di discussione, o non lo è più. Delle caratteristiche politiche, erano importanti l’autoinserimento ideologico sull’asse sinistra-destra e l’atteggiamento sulla questione più Stato-più mercato.

Come motivo per la sua decisione, la maggioranza contraria ha menzionato per lo più delle ragioni economiche, sia che l’onere supplementare per l’AVS o per l’economia sarebbe troppo grande, sia che lo sviluppo demografico non consentirebbe un ampliamento delle prestazioni dell’AVS.

Il test degli argomenti ha reso palese che molte persone dell’elettorato si trovavano in un dilemma. Una maggioranza dei e delle votanti si è dimostrata fondamentalmente d’accordo con le richieste dell’iniziativa. Per esempio, il 67 era d’accordo con l’argomento che è ora di introdurre l’età di pensionamento flessibile. Questo argomento, però, ha convinto relativamente pochi ad approvare la richiesta. Per molti, infatti, era più importante la sicurezza finanziaria dell’AVS: chi l’ha vista minacciata dalle richieste dell’iniziativa, ha dato più peso a quest’aspetto e, di conseguenza, ha messo un NO nell’urna.

Il contesto attuale della crisi finanziaria e la minaccia della recessione economica hanno anch’essi lasciato delle tracce nel comportamento della risposta agli argomenti. Così, molte persone votanti NO, e tra queste soprattutto quelle con basso reddito, erano d’accordo con l’argomento che, se le banche ricevono aiuti dallo Stato, anche l’AVS avrebbe diritto a ricevere dei soldi. Poiché l’aiuto alle banche era già stato deciso al momento della votazione, molte persone si sono probabilmente fatte guidare dall’argomento contrario secondo il quale l’incombente recessione economica aggraverebbe ancora di più l’AVS. Inoltre, i problemi finanziari hanno spinto in secondo piano anche l’aspetto, spesso importante per la decisione, dell’abuso delle istituzioni sociali.

L’iniziativa sul diritto di ricorso delle associazioni

L’iniziativa sulla limitazione del diritto di ricorso delle associazioni era stata presentata da un gruppo intorno a Doris Fiala, ex presidente del PLR zurighese, ed era in concomitanza con la costruzione di un nuovo stadio di calcio a Zurigo. È stata la prima iniziativa popolare nazionale del PLR. Tuttavia, il partito era diviso all’interno. Questo ha avuto conseguenze anche sul comportamento di voto degli e delle aderenti al partito. Nel nostro campione, solo una debole maggioranza ha messo un SI nell’urna. È inoltre degno di nota che l’opposizione all’iniziativa, e specialmente le persone simpatizzanti per i Verdi e per i Verdi liberali, gli ha assegnato un significato nazionale superiore di quanto hanno fatto, per esempio, gli e le aderenti del PLR, dalle cui file proveniva la proposta. E quanto più era stimata importante la proposta, tanto più è stata respinta.

Poi constatiamo una conoscenza relativamente bassa della proposta. Un terzo dei e delle partecipanti non ha potuto dare una risposta concreta alla domanda sul contenuto della proposta. Il 20 per cento dei e delle votanti SI ed il 9 dei e delle votanti NO, inoltre, ha votato contro le proprie intenzioni, ma nel bilancio i due effetti si sono compensati. Ad un notevole numero dei e delle votanti, il contenuto della proposta chiedeva chiaramente troppo.

Dei singoli argomenti favorevoli, nessuno ha ricevuto il consenso della maggioranza delle persone intervistate. I e le votanti sono a gran maggioranza favorevoli ad una maggior protezione ambientale, perfino le persone favorevoli all’iniziativa hanno riconosciuto in via di massima l’iniziativa sul diritto di ricorso delle associazioni.

L’iniziativa sulla canapa e la modifica della legge sugli stupefacenti (LStup)

La configurazione precedente alla votazione sulle due proposte di politica delle droghe era del tutto insolita. La confusione probabilmente provocata da ciò si è manifestata almeno in parte nel comportamento di voto. Questo evidenzia, infatti, per entrambe le proposte, una coerenza relativamente bassa con le parole d’ordine. L’iniziativa sulla canapa ha qui polarizzato più della modifica della legge sugli stupefacenti: chi si è inserito a sinistra del centro ha approvato a maggioranza la legalizzazione della canapa, chi è situato al centro o a destra ha chiaramente respinto questa proposta.

Ai ed alle votanti, i contenuti della legge sugli stupefacenti erano inoltre sensibilmente meno noti delle richieste dell’iniziativa sulla canapa. Chi era male informato, tendeva, però, a respingere la nuova legge sugli stupefacenti. La conoscenza della proposta è anche il fattore più esplicativo del comportamento di voto circa la legge sugli stupefacenti. Come detto, all’elettorato era meglio noto cosa voleva l’iniziativa sulla canapa. Tuttavia, regnava una gran confusione tra le persone contrarie alla legalizzazione, che non sapevano se dovevano mettere un SI o un NO nell’urna: come mostra l’analisi dei motivi, l’11 delle persone favorevoli all’iniziativa non voleva una liberalizzazione del consumo della canapa, ossia, ha votato contro le proprie preferenze.

Il test degli argomenti rivela che le persone favorevoli all’iniziativa perdente non hanno necessariamente citato gli argomenti meno convincenti. Invece, sono arrivate con una minore ponderazione al calcolo della decisione. Questo appare soprattutto dal seguente risultato: il 21 per cento dei e delle votanti è da una parte dell’opinione che la protezione della gioventù potrebbe essere garantita solo con divieti. D’altra parte, considerano allo stesso tempo senza efficacia l’attuale divieto di consumo e commercio della canapa. Questi e queste votanti, con un atteggiamento chiaramente ambivalente, alla fine hanno deciso a maggioranza di respingere la proposta (76%). In breve, in caso di dubbio si era per lo status quo.

Metodologia

L’analisi della votazione del 30 novembre 2008 si basa su un sondaggio realizzato dalla comunità di lavoro VOX. I dati provengono da un’inchiesta rappresentativa standardizzata condotta per telefono sull’insieme della Svizzera nel corso delle due settimane seguenti la votazione. L'Istituto di ricerca gfs.berna ha eseguito l’inchiesta ed il Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università di Zurigo ha proceduto all’analisi dei dati.

Il campione di 1001 persone aventi diritto al voto è stato ottenuto con un procedimento casuale a tre stadi. Con una selezione casuale ed una suddivisione dei valori percentuali del 50%-50%, il campione mostra un margine d’errore di +/-3% con un livello di significanza del 95%. Il margine d’errore, che è abitualmente situato tra 3% e 5%, indica in quale misura sono esatte le conclusioni dell’inchiesta.