Analisi della votazione federale del 1° giugno 2008

Isabelle Engeli, Anouk Lloren, Alessandro Nai
 
 
Risultati della votazione
 
SI NO
L’iniziativa «Per naturalizzazioni democratiche»
 
   804'680
36.25%
  1'415'189
63.75%
L’iniziativa «Sovranità del popolo senza propaganda di governo»
 
538'882
24.8%
  1'634'284
75.2%
L’articolo costituzionale «Per qualità ed economicità nell’assicurazione malattie»
 
661'263
30.52%
   1'505'678
69.48%
 
Participazione45.18%  
 
 
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  Luglio 2008 · Pubblicazione no 96

 

 

Risultati principali dell’analisi delle votazioni del 1° giugno 2008

Il 1° giugno 2008, l’elettorato svizzero ha respinto le tre proposte sottoposte alla votazione: l’iniziativa popolare «Per naturalizzazioni democratiche», l’iniziativa popolare «Sovranità del popolo senza propaganda di governo» nonché l’articolo costituzionale «Per qualità ed economicità nell’assicurazione malattie».

L’iniziativa «Per naturalizzazioni democratiche»

L’iniziativa popolare «Per naturalizzazioni democratiche», lanciata dall’UDC, prima proposta all’ordine del giorno nella votazione popolare del 1° giugno 2008, intendeva attribuire ai Comuni la competenza di fissare in maniera autonoma la procedura e l’organo competente in materia di naturalizzazioni. L’iniziativa prevedeva, inoltre, che le decisioni di quest’organo sarebbero considerate come definitive. L’iniziativa «Per naturalizzazioni democratiche» è stata respinta dal 63.8% del popolo e dall’insieme dei Cantoni ad eccezione di Svitto.

Il profilo sociodemografico dei e delle votanti mostra che la votazione non ha dato luogo a grandi antagonismi. L’insieme dei gruppi sociali ha respinto l’iniziativa. Le femmine, però, hanno respinto l’iniziativa in maggior quantità dei maschi e la Svizzera tedesca si è mostrata un po’ meno sfavorevole della Romandia. Al contrario, i fattori relativi alle attitudini politiche hanno influenzato maggiormente la decisione dei cittadini e delle cittadine. L’identificazione con un partito ha esercitato una grande influenza sull’orientamento di voto. Le persone affiliate al PS (con l’85%), al PPD (con l’89%) ed al PLR (con il 70%) hanno respinto in massa l’iniziativa. L’UDC, da parte sua, è riuscita molto bene a convincere i suoi e le sue simpatizzanti: l’88% di loro si è pronunciato a favore dell’iniziativa. Questo scarto di voti si ritrova, in larga misura, quando si studia l’influsso dell’inserimento delle persone sull’asse sinistra-destra. Quanto più i e le votanti si posizionano a sinistra sull’asse, tanto più hanno respinto l’iniziativa; tuttavia, i e le votanti dell’estrema destra sono i soli ad approvarla a maggioranza. Alle persone interpellate è stato chiesto di valutare la credibilità del leader nazionale dell’UDC Christoph Blocher. L’effetto sulla decisione di voto rivela di essere molto forte anche qui. Le persone che accordano una gran credibilità al leader dell’UDC hanno approvato largamente l’iniziativa, mentre che quelle che gli attribuiscono poca o nessuna credibilità l’hanno respinta in massa. L’analisi dei valori politici permette di perfezionare l’analisi sulle ragioni di rifiuto dell’iniziativa. Le persone che preferiscono dei valori d’apertura e di modernità della Svizzera e l’uguaglianza d’opportunità tra svizzeri e stranieri hanno respinto in massa l’iniziativa, mentre quelle che difendono le tradizioni ed una posizione di chiusura della Svizzera l’hanno ampiamente approvata.

Lo studio dei motivi e degli argomenti presentati dai e dalle votanti per giustificare la loro scelta conferma questi risultati. I e le favorevoli all’iniziativa hanno seguito ampiamente l’argomentazione dell’UDC, sottolineando la necessità di accordare ai Comuni ed al popolo la competenza in materia di naturalizzazione e stimando che le naturalizzazioni sono attualmente troppo numerose. Per le persone contrarie all’iniziativa, il rifiuto di decisioni arbitrarie in materia di naturalizzazione ed il rispetto dello Stato di diritto hanno improntato la scelta.

L’iniziativa «Sovranità del popolo senza propaganda di governo»

L'iniziativa popolare «Sovranità del popolo senza propaganda di governo» (iniziativa «museruola») mirava a limitare l’intervento del Consiglio federale nei dibattiti precedenti le votazioni popolari. Lanciata dalla destra tramite il comitato «Cittadini per cittadini», l'iniziativa è stata respinta dal 75.2% dei cittadini e delle cittadine e dall’insieme dei Cantoni.

Le nostre analisi sul profilo dei e delle votanti mostrano che, in via generale, i fattori sociodemografici hanno avuto solo un debole effetto sulla decisione di voto. La Romandia ha respinto l’iniziativa un po’ più intensamente della Svizzera tedesca. In compenso, l’età ed il sesso non hanno avuto alcun ruolo sulla decisione di voto. I fattori politici hanno avuto un effetto molto maggiore sul voto. L’appartenenza ad un partito ha influito intensamente sulla decisione di voto: i cittadini e le cittadine vicini al PS (95% di NO), al PPD (89% di NO) ed al PLR (74% di NO) hanno respinto in massa l’iniziativa, mentre che i e le simpatizzanti dell’UDC hanno votato largamente a suo favore con il 72%. Una situazione simile si trova in quello che concerne l’effetto dell’autoinserimento sulla scala sinistra-destra: quanto più i e le votanti s’inseriscono a destra sull’asse, tanto più hanno sostenuto l’iniziativa; le persone situate all’estrema destra restano la sola categoria che ha approvato l’iniziativa. Inoltre, la maggioranza dei e delle votanti che attribuiscono una grandissima credibilità a Christoph Blocher era favorevole all’iniziativa, mentre chi stima il leader dell’UDC in maniera meno positiva l’ha respinta a grande maggioranza. Infine, alcuni valori politici hanno avuto un certo ruolo per la decisione. I e le cittadine che preferiscono il potere nelle mani della Confederazione (centralisti) hanno approvato in generale meno che quelli che preferiscono una distribuzione del potere ai Cantoni (federalisti), cosa che ci si poteva attendere. In modo simile, le persone che sostengono una difesa delle tradizioni svizzere hanno respinto l’iniziativa meno intensamente delle altre.

L'analisi dei motivi di voto mostra che due punti fondamentali hanno attirato l’attenzione dei cittadini e delle cittadine: una formazione dell'opinion libera e di qualità, nonché il ruolo del Consiglio federale nel dibattito. Le persone favorevoli e contrarie all'iniziativa hanno giustificato il loro voto imperniandosi prima di tutto su questi argomenti ed interpretandoli in modo differente secondo la loro scelta.

In via generale, le due iniziative popolari rifiutate durante questa votazione hanno creato un certo fossato tra l'UDC e gli altri partiti politici. A differenza dei referendum e delle iniziative relativi alla politica europea, poche persone all’esterno dell’elettorato dell’UDC hanno optato per un SI. La comparazione con le precedenti analisi VOX mostra che l'UDC non ha perso l’appoggio dei suoi membri, ma che il suo potere di convincimento presso i e le simpatizzanti degli altri partiti si è tuttavia affievolito, in ogni caso per quanto concerne questa votazione. Una delle cause potenziali di questo affievolimento potrebbe provenire dalla valutazione in calo della credibilità di Christoph Blocher da parte della popolazione svizzera. L'analisi VOX di questa votazione mostra che si è formato un fossato evidente quanto alla credibilità del leader dell'UDC, in confronto all’analisi VOX relativa alla votazione del 24 settembre 2006 (legge sull’asilo). Al momento del sondaggio VOX concernente la votazione di settembre 2006, solamente il 27% delle persone interpellate accordava solo una credibilità molto debole a Christoph Blocher. Secondo il sondaggio riguardante questa votazione del 1° giugno 2008, è già diventato il 43%. Questi risultati fanno pensare che il potere di convincimento di Christoph Blocher al di fuori de suo campo si è un po’ sgretolato, e questo si nota dal debole appoggio accordato alle iniziative sottoposte alla votazione del 1° giugno 2008.

L’articolo costituzionale «Per qualità ed economicità nell’assicurazione malattie»

L’articolo costituzionale «Qualità ed economicità nell’assicurazione malattie» costituiva il controprogetto all’iniziativa popolare «Sì al ribasso dei prezzi delle casse malati nell’assicurazione di base» lanciato dall’UDC. Elaborato dal Parlamento, l’articolo costituzionale mirava ad inserire i principi essenziali regolanti il sistema delle cure sanitarie nella Costituzione: concorrenza, trasparenza nonché qualità ed efficacia economica delle prestazioni. È stato respinto con il 69.5% dei voti e dall’insieme dei Cantoni.

Le analisi hanno mostrato che il profilo sociodemografico dei e delle votanti non ha avuto una grande influenza sulla decisione di voto dei cittadini e delle cittadine. La Svizzera tedesca ha respinto l’articolo costituzionale meno intensamente della Romandia, senza però approvarla. Il profilo politico dei e delle votanti, invece, ha avuto molta influenza. L’identificazione con un partito e l’autoinserimento sull’asse sinistra-destra sono i fattori che hanno determinato di più il tasso d’approvazione dell’articolo costituzionale. Tra le persone vicine ai partiti del Governo, solo i e le simpatizzanti dell’UDC hanno approvato a maggioranza l’articolo costituzionale con il 60% dei voti. In compenso, le persone che s’identificano con il PS (91% di NO), con il PPD (83% di NO) e con il PLR (con il 67%) l’hanno respinto. Inoltre, come per le altre due proposte di questa votazione, quanto più i e le votanti s’inseriscono a destra, tanto meno hanno respinto l’articolo; le persone che s’inseriscono all’estrema destra sono ancora una volta le sole ad averlo accolto favorevolmente.

L'analisi dei motivi e degli argomenti di voto mostra che i cittadini e le cittadine che hanno approvato l’articolo costituzionale sull’assicurazione malattie sono stati particolarmente sensibili agli argomenti legati ai costi ed alle prestazioni delle cure sanitarie. Le persone contrarie, invece, hanno giustificato la loro scelta invocando principalmente la preoccupazione di non poter più scegliere il medico o l’ospedale e di veder aumentare il potere delle casse malattie.

La partecipazione

Con una partecipazione del 45.2%, questa votazione del 1° giugno 2008 si piazza nella media di partecipazione alle votazioni federali di questi ultimi dieci anni. Come d’abitudine, una partecipazione abituale alle votazioni popolari, un grande interesse per la politica ed una buona conoscenza delle proposte sottoposte alla votazione aumentano sensibilmente la percentuale di partecipazione. Nell’insieme, i partiti politici sono riusciti abbastanza bene a mobilitare i loro e le loro simpatizzanti, in particolare il PS ed il PPD.

Metodologia

L’analisi della votazione del 1° giugno 2008 si basa su un sondaggio realizzato dalla comunità di lavoro VOX. I dati provengono da un’inchiesta rappresentativa standardizzata condotta per telefono sull’insieme della Svizzera nel corso delle due settimane seguenti la votazione. L'Istituto di ricerca gfs.berna ha eseguito l’inchiesta ed il Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università di Ginevra ha proceduto all’analisi dei dati.

Il campione di 1006 persone aventi diritto al voto è stato ottenuto con un procedimento casuale a tre stadi. Con una selezione casuale ed una suddivisione dei valori percentuali del 50%-50%, il campione mostra un margine d’errore di +/-3% con un livello di significanza del 95%. Il margine d’errore, che è abitualmente situato tra 3% e 5%, indica in quale misura sono esatte le conclusioni dell’inchiesta.