| Risultati della votazione |
SI | NO | ||||||||||
| L’iniziativa popolare "Contro il rumore dei velivoli da combattimento nelle regioni turisti-che"
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601'034 31.9% |
1'281'962 68.1% |
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| La legge federale sulla riforma II sull’imposizione delle imprese
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938'658 50.5% |
918'985 49.5% |
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| Participazione | 38.2% | |||||||||||
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Il 24 febbraio 2008, i cittadini e le cittadine hanno approvato una revisione di legge ed han-no respinto un’iniziativa popolare. Per la revisione di legge si trattava di un pacco di riduzio-ni fiscali per le imprese ed i loro proprietari. Il PSS ha combattuto insieme ai verdi in Parla-mento questa proposta, chiamata „Riforma II dell’imposizione delle imprese“, presentando un referendum contrario ad essa. Anche per l’iniziativa popolare „Contro il rumore dei veli-voli da combattimento nelle regioni turistiche“, le sinistre e le destre si opponevano. L’iniziativa, presentata dal protettore dell’ambiente Franz Weber, chiedeva che, in tempo di pace, nei luoghi di riposo turistici non vengano più effettuate esercitazioni militari con aviogetti da combattimento. La richiesta popolare s’indirizzava in concreto contro l’esercizio dei tre aerodromi militari di Sion (VS), Meiringen (BE) e Payerne (VD).
La partecipazione, del 38.2%, era chiaramente sotto la media degli anni passati. Le votazioni precedenti che trattavano la limitazione delle attività dell’esercito erano riuscite a mo-bilitare molto di più cittadini e cittadine (per esempio, 55% per l’iniziativa contro le piazze d’armi del 6 giugno 1993). Le persone interpellate hanno ritenuto le innovazioni nell’imposizione delle imprese più importanti dell’iniziativa popolare. Nel confronto pluriennale, però, entrambe le proposte sono state classificate come meno significative.
I e le votanti hanno percepito come molto facile la decisione sull’iniziativa sul rumore dei velivoli da combattimento. La cosa era diversa per la riforma sull’imposizione delle imprese, sensibilmente più complessa. Questa si poteva ridurre nella propaganda a slogan come „Vantaggi per le PMI“, rispettivamente „nessun regalo fiscale ai ricchi“. Essa conteneva, però, anche delle richieste indiscusse, come, per esempio, lo sgravio della regolamen-tazione delle successioni in PMI. Era quindi grande il numero di votanti che hanno definito difficile la loro decisione sulla riforma fiscale. Questo ha fatto sì che molti si sono de-cisi solo tardi. Esattamente la metà ha affermato di essersi decisa definitivamente solo nelle due settimane prima della votazione. Questo avrebbe potuto quasi essere una sciagura per la parte favorevole. Basandosi sui sondaggi d’opinione, che avevano pronosticato una chiara approvazione della proposta, avevano sospeso in pratica la loro propaganda circa due settimane prima della votazione. Nella nostra analisi a posteriori è confermato il chiaro passaggio al SI di coloro che avevano preso la loro decisione almeno due settimane prima della votazione. Chi era ancora indeciso in questo momento, però, ha quasi capovolto questo rapporto nelle due ultime settimane. La maggioranza (56%) di coloro che si erano decisi solo allora ha messo un NO nell’urna.
I e le votanti conoscevano l’argomento della votazione. Era chiaro quasi per tutti che l’iniziativa trattava la riduzione del rumore causato dai velivoli militari. Una parte di loro credeva che l’iniziativa popolare chiedesse una riduzione temporale o stagionale dei voli, altri si aspettavano il trasferimento lontano dalle località turistiche.
Non ostante che Franz Weber, nel corso della campagna di votazione, avesse sempre messo in rilievo che egli stesso ed anche la sua iniziativa popolare „Contro il rumore dei velivoli da combattimento nelle regioni turistiche“ non fossero assolutamente contro l’esistenza dell’esercito o dell’aviazione, la decisione di voto è lo stesso fortemente improntata dall’atteggiamento verso l’esercito. Chi pensa che la Svizzera necessiti di un esercito forte ha respinto l’iniziativa quasi all’unanimità (87%), chi è dell’opinione che la Svizze-ra potrebbe rinunciare alla difesa armata del Paese si è espresso per il 65% a favore dell’iniziativa. Non ha avuto un effetto così grande l’inserimento dei e delle votanti sulla scala sinistra-destra. Una maggioranza di SI è risultata solo dall’estrema sinistra; la sinistra moderata era divisa a metà. I e le simpatizzanti di tutti i quattro partiti del Con-siglio federale hanno respinto l’iniziativa. Quelli del PSS, che aveva dato la parola d’ordine SI, però, solo scarsamente. Presso l’UDC, il PLR ed il PPD, una maggioranza superiore all’80% ha obbedito in ciascun caso alla parola d’ordine negativa del partito.
Contrariamente all’iniziativa „Rothenthurm“ del 1987, che si era rivolta contro piazze d’armi supplementari in zone paludose, questa volta i e le favorevoli non sono riusciti a convincere non solo il campo militare, ma anche quello ecologico. I sostenitori e le sostenitrici di un forte protezione dell’ambiente avevano sì un atteggiamento un po’ più positivo della media, ma anche loro hanno votato per quasi il 60% contro l’iniziativa sul rumore dei velivoli militari.
Le caratteristiche sociali ed economiche dei e delle votanti non hanno quasi alcun effetto sulla decisione sull’iniziativa popolare „Contro il rumore dei velivoli da combattimento nelle regioni turistiche“. Contrariamente ai campioni precedenti di argomenti di critica all’esercito, i e le giovani hanno non votato più spesso delle persone anziane.
L’analisi dei motivi per la decisione politica espressi spontaneamente conferma che l’atteggiamento verso l’esercito svizzero era decisivo per il giudizio dell’iniziativa sul rumore dei velivoli militari. Quasi tre quarti dei e delle votati SI hanno affermato nell’intervista che erano a favore dell’iniziativa anche perché sono contro l’aviazione militare o addirittu-ra contro l’esercito. Evitare le emissioni rumorose costituiva il motivo secondo come impor-tanza ed è stato addotto da quasi la metà delle persone favorevoli. Tra i motivi di decisione delle persone contrarie all’iniziativa, l’aspetto militare era ancora più chia-ramente in primo piano. Quasi tutti (92%) hanno affermato di aver votato NO, perché la Svizzera ha bisogno di un’aviazione militare, che deve essere allenata anche nelle zone montagnose. Anche per loro ha raggiunto la maggioranza l’argomento che gli e le abitanti vicini ai tre aerodromi militari devono essere protetti il più possibile dal rumore.
Praticamente tutti i e votanti e tutte le votanti sapevano che la proposta riguardava una modi-fica dell’imposizione delle imprese. La riduzione dell’imposizione doppia sugli utili dell’impresa, combattuta dalle sinistre, era conosciuta senz’altro meglio della semplificazione fiscale delle successioni in PMI, che è stata portata in campo dai e dalle favorevoli co-me l’argomento più importante.
L’influsso più forte sulla decisione di voto per la riforma sull’imposizione delle imprese è stato quello sulla scala sinistra-destra. La sinistra ha respinto in massa l’iniziativa (la sinistra moderata con il 76%, l’estrema sinistra perfino con l’87%). Il centro politico si è espresso relativamente scarso a favore (56%) e le destre hanno votato a favore della riforma con un rapporto di tre contro uno. Quasi altrettanto forte come l’influsso sulla scala sinistra-destra è stata la simpatia per un partito. Gli e le aderenti del PSS e dei Verdi hanno seguito quasi compatti la parola d’ordine di rifiuto del loro partito. Anche i membri o i simpatizzanti dei sindacati si sono espressi sopra la media contro la riforma sull’imposizione delle imprese (72% di NO). Non esistevano quasi differenze tra gli e le aderenti dei tre grandi partiti borghesi UDC, PLR e PPD: più del 70% ha votato per la riforma.
Delle caratteristiche economiche e sociali, solo il reddito familiare e la posizione professiona-le hanno avuto effetto sulla decisione di voto. Quanto meglio è situata economicamen-te una persona, tanto più ha approvato la proposta. Imprenditori e quadri superiori, che risultano più spesso facilitati come importanti azionisti di PMI, hanno approvato la ri-forma con una maggioranza di due terzi. Il sesso, la formazione scolastica e la lingua non hanno avuto, invece, alcun ruolo nella decisione.
Il motivo più spesso citato della parte favorevole era l’intenzione di migliorare in gene-rale la posizione delle PMI con la riforma fiscale. Circa la metà dei e delle votanti SI ha citato espressamente come giustificazione la riduzione delle imposizioni per le PMI, ma non per tutti era in primo piano il mitigamento dell’imposizione sui dividendi. Il motivo più importante per il rifiuto della riforma sull’imposizione delle imprese era l’opinione che, con questo, una parte dei e delle contribuenti sarebbe facilitata a carico degli altri. Più del 60% delle persone contrarie si è espresso in questo senso. Per oltre la metà dei e delle votanti NO, questa proposta non era altro che un regalo fiscale camuffato per le perso-ne benestanti.
Dei tre argomenti favorevoli della campagna di votazione da noi esaminati, solo uno era ve-ramente controverso: l’asserzione che una riduzione d’imposizioni per le imprese avrebbe un effetto positivo sullo sviluppo economico. Quasi tutte le persone votanti SI (88%) erano d’accordo con questo argomento; invece, lo ha respinto una maggioranza del 55% dei e del-le votanti NO. I due campi hanno giudicato in modo ancora più contrastante gli argo-menti contrari addotti dal PSS, dal PES e dai sindacati. L’84% dei e delle votanti NO, contro solo il 15% dei e delle votanti SI, credeva che di questa riforma approfitterebbero solo i ric-chi. Una maggioranza del 60% dell’opposizione, ma solo l’11% della parte favorevole, ha giudicato come fondamentalmente ingiusta una riduzione fiscale limitata alle imprese. Questi due argomenti contrari hanno dimostrato di essere stati i più efficaci di tutta la campa-gna di votazione: l’84% di quelli che erano d’accordo con essi ha votato NO per la riforma sull’imposizione delle imprese.
La presente inchiesta si basa su un sondaggio a posteriori realizzato dalla comunità di lavoro VOX. L’inchiesta è stata condotta dall’istituto di ricerca gfs.berna nelle due set-timane seguenti la votazione del 24 febbraio 2008; il 75% delle interviste è stato effet-tuato nella prima settimana dopo la votazione. L’analisi dei dati è stata eseguita dall’Istituto di Scienze Politiche dell’Università di Berna (IPW). L’inchiesta è stata condotta per telefono da 47 intervistatori ed intervistatrici dal loro domicilio e l’istituto di ricerca gfs.berna, come ente di controllo, aveva la possibilità di sorvegliare le interviste dall’esterno senza che i e le partecipanti se ne accorgessero, pur conoscendone l’esistenza. La selezione del campione ha avuto luogo con un procedimento casuale a tre stadi. L’ammontare del campione è di 1004 aventi diritto al voto.