Analisi della votazione federale
del 17 giugno 2007

Thomas Milic
 
 
Risultati della votazione
 
SI NO
Revisione dell’AI
 
   1'039'212
59.1%
   719'463
40.9%
 
 
Participazione 35.8%  
 
 
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  Giugno 2007 · Pubblicazione no 94

 

 

Risultati principali dell’analisi delle votazioni del 17 giugno 2007

Il 17 giugno 2007, gli e le aventi diritto al voto dovevano decidere sulla modifica della legge federale sull’assicurazione per l’invalidità (nel seguito in breve: 5a revisione dell’AI). Essa è stata approvata dal popolo con il 59.1 di voti SI. La proposta è stata respinta solo dai Cantoni di Neuchâtel, Ginevra, Friburgo e Giura.

Revisione dell’AI

Non ostante una campagna intensa e condotta emozionalmente, alla votazione ha partecipato soltanto il 35.8 dell’elettorato, una quantità inferiore alla media. La quota di partecipazione inferiore alla media non è da attribuire al fatto che i e le votanti non ritenessero importante la proposta. Al contrario: alla 5a revisione dell’AI è stata assegnata da parte delle persone interpellate un’importanza personale e nazionale superiore alla media. In questo caso, gli e le aventi diritto al voto più anziani e quelli della Svizzera occidentale hanno stimato importantissima la revisione della legge. Neanche la complessità della proposta ha tenuto gli e le aventi diritto al voto lontani dall’urna, perché la parte di quelli che hanno affermato di aver avuto delle difficoltà di decisione non era particolarmente elevata, ma media per una proposta di politica sociale. Che cosa ha quindi tenuto lontani i cittadini e le cittadine da una votazione considerata importante da loro stessi? In base alla situazione dei dati si può supporre (al massimo) che il dibattito condotto in modo controverso sulla 5a revisione dell’AI abbia reso insicura una parte dell’elettorato, che, per questo, è rimasta lontana dalle urne.

Il contenuto della proposta è stato percepito in modo differenziato ed ha fortemente influito sulla decisione successiva. Così, per un quinto dei e delle partecipanti, lo scopo primario della revisione dell’AI consisteva nella lotta agli abusi. Chi era di questa opinione, ha quindi votato con molta probabilità SI per la revisione della legge (70%). Un altro scarso quinto (19%), invece, univa la proposta soprattutto con riduzioni delle rendite e delle prestazioni. La maggioranza dei e delle votanti con questa percezione del contenuto ha messo un NO nell’urna. Sono stati enunciati anche altri aspetti di revisione come contenuto della proposta, come l’integrazione dei e delle disabili nella vita professionale ed il risanamento della AI indebitata.

Le caratteristiche politiche d’identificazione e l’autoinserimento ideologico hanno influito più intensamente sulla decisione individuale. L’influenza dominante della simpatia per un partito è riconoscibile dal fatto che gli e le aderenti di partiti hanno seguito in gran parte le parole d’ordine dei loro partiti: gli elettori e le elettrici borghesi hanno approvato a grande maggioranza la 5a revisione dell’AI (PPD: 67% SI; PLR: 86% SI; UDC: 89% SI), mentre i e le simpatizzanti del PSS – fedeli alla raccomandazione di voto del loro partito – hanno chiaramente respinto la proposta (77% di voti NO). Per quelli che non si sentivano appartenenti ad alcun partito – ammontanti a circa la metà dei e delle aventi diritto al voto – erano decisivi, per il comportamento di voto, la fiducia nel Governo e l’autoinserimento sull’asse sinistra/destra: chi ha sfiducia nel Governo e si autoinserisce a sinistra, ha respinto la revisione della legge, mentre chi ha fiducia nelle Autorità e si piazza nella zona destra della scala sinistra/destra ha approvato a grande maggioranza.

Le caratteristiche sociali avevano un significato soltanto marginale per la decisione all’urna. Di queste, l’effetto maggiore sul comportamento di voto è dovuto all’età: la quota d’approvazione delle persone da 18 a 29 anni è ancora sotto il 50 per cento, ma aumenta con continuità con l’aumentare dell’età e raggiunge il 72 per cento per le persone sopra i 70 anni. Responsabile per la maggior tendenza all’approvazione delle persone più anziane aventi diritto al voto è una diversa percezione del contenuto della proposta e – da ciò risultante – un coinvolgimento diversamente constatato da parte della proposta.

L’analisi dei motivi di decisione mostra che i e le favorevoli sono riusciti a propagare più ragioni per un SI. Questo si può riconoscere dalla molteplicità delle indicazioni di motivo fatte dalle persone favorevoli alla revisione. È stata qui menzionata spesso la lotta agli abusi. Uno scarso terzo delle citazioni di motivi faceva parte di questa ragione di decisione. Sono stati indicati comparativamente spesso, però, anche altri motivi di votazione: un quinto dei e delle favorevoli ha dato il suo voto a favore di un risanamento dell’AI indebitata ed il 10 per cento sperava, con il suo voto, di aver contribuito ad un miglioramento dell’integrazione nella vita professionale dei e delle disabili. Da parte dell’opposizione, invece, prevalevano chiaramente i motivi senza contenuto. Il 48 per cento dei e delle votanti NO si è espresso negativamente sulla revisione della legge, ma senza citare una ragione specifica per il rifiuto. Inoltre, circa il 10 per cento di quelli che hanno respinto la revisione ha affermato che l’obiettivo d’integrazione ad essa legato non sarebbe raggiunto, che la lotta agli abusi colpirebbe le persone sbagliate o che si svolgerebbe uno smantellamento sociale (indesiderato). In breve, la tesi, secondo la quale le leggi falliscono spesso nelle votazioni di referendum, perché ci sono più ragioni per un NO che per un SI, non è stata confermata per la votazione del 17 giugno 2007.

La prova degli argomenti ha messo in luce qualcosa di sorprendente: sono riusciti a convincere gli argomenti di entrambe le parti, di quella favorevole e di quella contraria: infatti, ad eccezione di un argomento, la maggioranza degli e delle aventi diritto al voto era d’accordo con tutti. Sono stati, però, valutati in modo differente – alla fine, a danno dell’opposizione alla revisione. In ogni caso, era indiscussa la necessità di un risanamento dell’AI: il 77 dei e della votanti era d’accordo con l’asserzione che una revisione dell’AI sarebbe necessaria per una liquidazione dei debiti dell’assicurazione sull’invalidità. Era l’argomento più convincente dei sostenitori. Una maggioranza delle persone intervistate era anche d’accordo con l’argomento che ci sono troppi falsi invalidi. Esso aveva, però, solo un effetto comparabilmente limitato sulla decisione. Una maggioranza era anche convinta dall’argomento che si può esigere più collaborazione anche da chi usufruisce dell’AI. Tuttavia, esso ha avuto solo un ruolo marginale per la decisione all’urna, indipendente dall’essere d’accordo su di esso.

Anche due dei tre argomenti contro provati erano in grado di convincere una maggioranza dei e delle votanti. Essi, però, sono stati chiaramente classificati solo come ragioni di decisione di second’ordine. Così, l’asserzione, secondo la quale la 5a revisione dell’AI pretenderebbe troppo poco dai datori di lavoro, che dovrebbero essere obbligati per legge ad assumere degli invalidi, ha ricevuto l’approvazione dalla maggioranza delle persone interpellate. Ciò malgrado, meno della metà di essi ha poi messo un NO nell’urna. Altri motivi favorevoli all’approvazione sono stati classificati chiaramente più validi. In modo analogo, una maggioranza dei e delle votanti è dell’opinione che per il risanamento dell’AI c’è bisogno di un finanziamento supplementare. Ma la maggioranza di questi ha approvato la revisione dell’AI anche senza finanziamento supplementare. Inoltre, non una maggioranza, ma una forte minoranza del 48 per cento dei e delle votanti era inoltre d’accordo con l’argomento che la 5a revisione dell’AI sarebbe uno smantellamento sociale sulle spalle degli invalidi. Questo argomento ha diviso più intensamente le persone favorevoli alla proposta da quelle contrarie: chi ha paragonato l’attuale revisione dell’AI ad uno smantellamento sociale sulle spalle dei più deboli, in tre casi su quattro ha messo un NO nell’urna.

Metodologia

La presente analisi si basa su un sondaggio a posteriori della votazione popolare del 17 giugno 2007 realizzato dalla comunità di lavoro VOX. L’inchiesta è stata condotta dall’istituto di ricerca gfs.berna nelle due settimane seguenti la votazione. L’analisi dei dati è stata eseguita dall’Istituto di Sciente Politiche dell’Università di Zurigo (IPZ). L’inchiesta è stata condotta per telefono da 47 intervistatori ed intervistatrici dal loro domicilio e gfs.berna aveva la possibilità di sorvegliare le interviste dall’esterno senza che le perone coinvolte se ne accorgessero. La selezione del campione ha avuto luogo con un procedimento casuale a tre stadi. L’ammontare del campione era di 1019 aventi diritto al voto, di cui il 69 per cento era della Svizzera tedesca, il 24 per cento della Svizzera occidentale ed il 7 per cento della Svizzera italofona. L’errore di campione per l’insieme delle persone interpellate era del +/- 3,1 per cento. È consigliata prudenza nell’interpretazione dei dati là dove i subcampioni sono piccoli e la distribuzione dei valori percentuali è anche equilibrata (50:50). In questi casi, a causa del maggio errore del campione, non si possono fare asserzioni sulle condizioni di maggioranza.

Il campione di 1019 persone aventi il diritto al voto è stato ottenuto con un procedimento casuale a tre stadi. Con una selezione casuale ed una suddivisione dei valori percentuali del 50%-50%, il campione causa un margine d’errore di +/-3% con un livello di significanza del 95%. Il margine d’errore, che è abitualmente situato tra 3% e 5%, indica in quale misura sono esatte le conclusioni dell’inchiesta.