| Risultati della votazione |
SI | NO | ||||||||||
| Iniziativa popolare federale "Per una cassa malati unica e sociale" |
641'925 28.8% |
1'587'802 71.2% |
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| Participazione | 45.5% | |||||||||||
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La proposta della votazione popolare dell’11 marzo 2007 è stata respinta dal popolo col 71.2% e dai Cantoni, eccetto i Cantoni romandi del Giura e di Neuchâtel.
Lanciata dal "Mouvement Populaire des Familles", l’iniziativa proponeva di modificare l’attuale sistema obbligatorio delle cure medico-sanitarie, assicurato da 87 casse malati private ed in concorrenza. La modifica dell’articolo 117 della Costituzione federale, "Assicurazione contro le malattie e gli infortuni", mirava ad instaurare una sola cassa malati per l’assicurazione di base, i cui premi sarebbero fissati in funzione del reddito e della sostanza delle persone assicurate. La proposta sottoposta al popolo perseguiva due scopi principali, ossia la diminuzione dei costi della salute ed una loro ripartizione più equa nella popolazione. Sostenuta principalmente dai partiti di sinistra e dai sindacati, l’iniziativa è stata combattuta, tra l’altro, dal Consiglio federale, dal Parlamento, dai partiti borghesi e dalle organizzazioni padronali.
Il tasso di partecipazione alla votazione dell’11 marzo 2007 "Per una cassa malati unica e sociale" è stato del 45.5%. In via generale, i Cantoni romandi hanno partecipato alla votazione più di quelli della Svizzera tedesca, escluso il Cantone di Sciaffusa, dove la partecipazione è stata la più elevata, probabilmente a causa del voto obbligatorio.
Le caratteristiche sociodemografiche non hanno avuto una grande influenza sulla scelta di voto. L’iniziativa "Per una cassa malati unica e sociale" è stata, infatti, respinta da tutte le categorie sociodemografiche. Notiamo, però, che le persone romande, abitanti in città e celibi/nubili hanno approvato di più l’iniziativa.
L’identificazione con un partito e l’autoinserimento sull’asse sinistra-destra, invece, sono stati determinati per il voto. Così, le persone vicine ad un partito di sinistra o che tendevano, in generale, a sinistra, hanno approvato la proposta, mentre quelle che si sentivano vicine ad un partito di destra, o che erano in generale verso destra, l’hanno respinta. I contrapposti Stato-concorrenza, Stato-Cantoni e modernità-tradizioni hanno avuto anch’essi un ruolo nella scelta di approvare o respingere la proposta, causando delle considerevoli fratture in seno all’elettorato.
L’elettorato favorevole all’iniziativa popolare e quello contrario hanno menzionato spesso le poste legate ai costi della salute come motivazione di voto. Mentre che le persone favorevoli alla cassa unica hanno presentato anche delle preoccupazioni concernenti la giustizia sociale ed il loro malcontento riguardo all’attuale sistema della sanità, quelle contrarie hanno menzionato soprattutto il loro attaccamento al principio della concorrenza e la mancanza di chiarezza dell’iniziativa presentata. L’appoggio agli argomenti della campagna si è rilevato in parte paradossale. Nonostante che i e le favorevoli all’iniziativa avessero appoggiato gli argomenti a suo favore, si è constatato che gli argomenti contro la proposta, e precisamente "il nuovo sistema non permetterà più la libertà di scelta" e "non si sa chi in futuro dovrà pagare di più e quanto", sono stati approvati tanto dalle persone favorevoli quanto da quelle contrarie alla proposta presentata alla votazione.
Il 45.5% dei cittadini e delle cittadine si è recato alle urne l’11 marzo 2007 per votare l’iniziativa popolare "Per una cassa malati unica e sociale». Le nostre analisi hanno mostrato l’importanza delle caratteristiche sociodemografiche per la partecipazione alla votazione: le persone anziane, quelle coniugate, quelle con più formazione, i quadri superiori, i romandi e le romande, i e le ticinesi hanno partecipato comparativamente di più. Notiamo, inoltre, che la disposizione dei cittadini e delle cittadine nei confronti della politica e, più specificamente, nei confronti della votazione ha determinato anch’essa la partecipazione. Così, le persone interpellate che si sono dichiarate interessate alla politica e che hanno dato importanza alla votazione, per se stesse o per il Paese, sono state più numerose nel partecipare alla votazione popolare dell’11 marzo 2007. La posizione ideologica e l’identificazione con un partito hanno avuto anch’esse un effetto importante sulla partecipazione.
L’analisi della votazione dell’11 marzo 2007 si basa su un sondaggio realizzato dalla comunità di lavoro VOX. I dati provengono da un’inchiesta rappresentativa standardizzata condotta per telefono sull’insieme della Svizzera nelle due settimane seguenti la votazione. L'Istituto di ricerca gfs.berna ha eseguito l’inchiesta ed il Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università di Ginevra ha proceduto all’analisi dei dati.
Il campione di 1024 persone aventi il diritto al voto è stato ottenuto con un procedimento casuale a tre stadi. Con una selezione casuale ed una suddivisione dei valori percentuali del 50%-50%, il campione causa un margine d’errore di +/-3% con un livello di significanza del 95%. Il margine d’errore, che è abitualmente situato tra 3% e 5%, indica in quale misura sono esatte le conclusioni dell’inchiesta.